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AUDIT AMBIENTALE

Sommario
Serve? A cosa serve? Funzione del Marchio Ecolabel
Definizione di Audit Ambientale Regolamento EMAS e Norme ISO
Per quali prodotti? EMAS
Chi l’ha inventato? Le Norme ISO 14000
E la Comunità Europea? EMAS e Norme ISO 14000 (sintesi)
Regolamento CEE L’organismo statale competente
Le Norme dell’UNI Il sistema di accreditamento
Di che cosa si occupano le Norme dell’UNI? Il verificatore ambientale
Chi sono gli Auditores Ambientali? Politica Ambientale
Tipologia e finalità degli auditores ambientali Obiettivi ambientali
Dove è possibile applicare l’Audit Ambientale? Programmi ambientali
Requisiti minimi Sistema di gestione SGA
Politica aziendale Elementi dello SGA
Strumenti per un Sistema di Gestione Ambientale (SGA) Procedura dell’Analisi Iniziale
Accordi volontari Compilazione della Dichiarazione Ambientale (DA) iniziale
Life Cycle Analysis (LCA) Vantaggi dell’implementazione di uno SGA
Ecolabel Integrazione tra Qualità, Ambiente e Sicurezza

 

AUDIT AMBIENTALE


Serve? A cosa serve?

L’audit ambientale è presentato come un meccanismo procedurale finalizzato a garantire il controllo volontario della gestione finanziaria, imprenditoriale, amministrativa, tecnica e commerciale della qualità del prodotto come risultato di un esame sistematico delle regole codificate e di quelle gestionali mediante il riepilogo delle normative esistenti in proposito, il loro aggiornamento e la possibilità di un’evoluzione suggerita nel corso d’attività instaurate, condotte e gestite da operatori pubblici e privati.


Definizione d’audit ambientale

Non esiste accordo perfetto sulla definizione di audit ambientale prefigurato come un insieme di attività e di strumenti operativi che un’impresa può volontariamente applicare per conseguire diversi obiettivi fra cui fondamentali l’efficienza dei processi di gestione e la tutela dell’ambiente.

 

1 - Esiste un Regolamento Comunitario che nel definire l’audit ambientale pone l’accento sulla valutazione dell’efficienza della gestione ambientale dell’impresa ed indica come criterio di riferimento la conformità alle politiche ambientali aziendali orientate verso le pertinenti disposizioni regolamentari in materia di sicurezza e prevenzione con particolare attenzione al D.Lgs. n. 626/94

 

Per EMAS (art.2f) l’Audit Ambientale è uno strumento di gestione comprendente una valutazione sistematica, documentata, periodica ed obiettiva dell’efficienza dell’organizzazione, del sistema di gestione e dei processi destinati alla protezione dell’ambiente al fine di facilitare il controllo di gestione e valutarne la conformità alle politiche aziendali

 

2 – Per ISO 14000. L’Audit Ambientale è un processo di verifica sistematica e documentata per conoscere e valutare, con evidenza oggettiva, se il sistema di gestione ambientale di un’organizzazione è conforme ai criteri definiti dall’organizzazione stessa per l’audit ambientale e per comunicare i risultati di questo processo alla Direzione.

 

ISO 14001prevede inoltre che il destinatario dei risultati di quest’attività sia il cliente, definito come "l’organizzazione che commissiona l’audit". Questa specificazione sembrerebbe giustificata dal fatto che per l’ISO14001 il cliente dell’audit non coincide necessariamente con la direzione dell’impresa cosa che invece sembrerebbe vera per l’ISO 14010.

 

Sembrerebbe inoltre che una terza definizione, anche se più vaga e quindi meno precisa, riesca ad essere più semplice e più immediatamente comprensibile.

 

3 - Terza definizione: è il processo per determinare se tutti o alcuni selezionati livelli di un’organizzazione imprenditoriale siano conformi ai requisiti regolamentari, alla politica aziendale ed agli standard interni

 


Per quali prodotti?

Per qualsiasi attività produttiva. Dalla strategia per la confezione di qualsiasi apparecchiatura materiale fino alle procedure di sicurezza per realizzarle col minimo di impatto ambientale.

 


Chi l’ ha inventato?

L’audit nasce in Inghilterra come strumento di sviluppo delle aziende e si estende all’ambiente quando le aziende a forte impatto ambientale accusano difficoltà a farsi accettare dal pubblico istruito e dagli ambientalisti sindacalizzati.

 


E la Comunità Europea?

La CEE adottò l’Audit Ambientale così come era stato formulato all’origine, istituendo anche un apposito Regolamento da valere come guida per tutte le aziende industriali dei Paesi Membri ..


Regolamento CEE

- Il Regolamento CEE n. 1836/1993 con adesione volontaria delle maggiori imprese industriali

- EMAS (Sistemi di ecogestione e audit), punto di riferimento importante non solo per l’interpretazione delle tendenze ad alto livello industriale ma anche per l’interpretazione autentica delle intenzioni comunitarie finalizzate allo sviluppo industriale ed alla tutela dell’ambiente nel quadro dell’obiettivo principale teso a promuovere modelli di sviluppo, produzione e consumo sostenibili.

- Standard nazionali ed internazionali indicati dagli Enti che dettano le norme nel campo della gestione ambientale finalizzate a fornire alle industrie strumenti idonei ad aumentare la loro efficienza e la loro competività nel rispetto della gestione ambientale .

 

A questo proposito e per evitare la proliferazione di standard nazionali l’IOS (International Organization for Standardization) pubblicò una serie di norme riequilibratrici subito ratificate dall’UNI (Ente di Normazione Italiano).


Le norme dell’UNI

Per questo motivo beneficiamo adesso di ben cinque norme sulla gestione ambientale della serie UNI EN ISO 14000.

Queste norme che, per motivi reconditi non sono numerate da uno a cinque come la serie ben nota dei numeri naturali, si chiamano invece UNI EN ISO 14001, UNI EN ISO 14004, UNI EN ISO 14010, UNI EN ISO 14011, UNI EN ISO 14012.


Di che cosa si occupano le norme dell’UNI?

Le norme, come si vedrà meglio in appresso, si occupano di tutto lo scibile relativo all’audit ambientale: dai sistemi di gestione alle linee guida sui princìpi, sui sistemi, sulle metodologie di supporto, sui sistemi di gestione ambientale e sui criteri di qualificazione per gli auditores ambientali.


Chi sono gli auditores ambientali?

Sono gli operatori che applicano le metodologie e le procedure più consolidate e gli strumenti più raffinati accompagnati da profonda competenza e personale esperienza su tutta la problematica dell’audit ambientale. Sono queste le condizioni di base che consentiranno non solo di partecipare ad un programma di auditing già avviato, ma anche di introdurre, strutturare ed avviare nell’organizzazione l’insieme di approcci metodologici, procedure e strumenti che lo costituiscono.


Tipologia e finalità degli auditores ambientali

1 - Audit di conformità

L’obiettivo principale è quello di verificare la conformità dell’organizzazione esaminata (azienda o parte della stessa) rispetto alla vigente normativa comunitaria, nazionale, regionale, locale in vigore ed all’azienda stessa applicabili: emissioni, scarichi, smaltimento dei rifiuti, inquinamento acustico, sicurezza, piani d’emergenza.

Lo scopo finale è quello di segnalare eventuali aree critiche su cui, anche in assenza di non conformità, sembri opportuno che l’azienda concentri la propria attenzione.

Nel nostro Paese, per le modeste dimensioni delle aziende, quest’aspetto corre il rischio di essere considerato come un’inutile aggiunta alla già onerosa normativa esistente piuttosto che come un’integrazione necessaria allo sviluppo aziendale.

 

2 - Audit di rischio

L’obiettivo è ancora la valutazione dei rischi ambientali e della sicurezza nel corso dell’operatività anche al di là dei criteri già individuati dall’azienda e fino a quel momento ignorati.

L’audit in questo settore dovrebbe riguardare solo un numero ristretto di impianti con un livello di specificità tale da richiedere sia da parte di chi lo conduce e sia da parte di chi procede alla verifica, una preparazione ed esperienza particolarmente elevate.

 

3 - Audit di acquisizione, fusione o cessione

E’ diretto ad accertare se in un determinato impianto esistono passività ambientali o economiche tali da trasferirne la negatività alla nuova gestione dopo il passaggio dell’azienda ad altro imprenditore.

 

4 - Audit di gestione

E’ la valutazione della capacità dell’organizzazione di perseguire gli obiettivi contenuti nella politica aziendale adottando le norme di cui agli standard nazionali (BS7750), internazionali (ISO14000), o norme volontarie (EMAS). L’audit gestionale oltre ad evidenziare gli aspetti positivi e le lacune riscontrate, avanza suggerimenti e formula ipotesi di lavoro per un successivo periodo operativo.


Dove è possibile applicare l’audit ambientale?

L’audit ambientale è applicabile a tutte le ditte che abbiano già implicita la capacità e la possibilità di definire una politica aziendale e di fissare obiettivi da realizzare.

All’uopo occorre che l’organizzazione si doti anche di adeguati strumenti di gestione per partire almeno da un certo livello abbastanza elevato di organizzazione e di dotazione.


Requisiti minimi per l’applicazione dell’Audit Ambientale

  • I requisiti minimi devono comprendere almeno:
    • La definizione delle principali funzioni;
    • La fissazione degli obiettivi da raggiungere;
    • La fissazione di un itinerario per il raggiungimento degli obiettivi fissati;
    • La verifica che l’organizzazione abbia la capacità di raggiungerli.
  • Tuttavia è generalmente ammessa:
    • Una certa flessibilità in omaggio ad una stretta collaborazione tra auditor e personale dell’organizzazione,
    • Una gradualità del processo di adeguamento.

Lo scopo finale è il riconoscimento di un’idonea politica aziendale

Politica aziendale

La politica aziendale è definita dal documento fondamentale che testimonia l’impegno del vertice aziendale ad usare strumenti idonei a raggiungere gli obiettivi prefissati ed a considerare la tutela dell’ambiente come un elemento essenziale della propria missione aziendale.

Strumenti per un Sistema di Gestione Ambientale (SGA)

Gli strumenti finalizzati a stimolare strategie preventive da parte delle imprese sono;

1 - Accordi volontari

2 - Life Cycle Analysis (LCA)

3 - Ecolabel

4 - Regolamento CEE n° 1896/93 (EMAS) e norme ISO 14000


1 - Accordi volontari

Gli accordi volontari vogliono rappresentare una nuova forma di interazione e collaborazione tra pubblico e privato finalizzata alla tutela dell’ambiente ed aventi le seguenti caratteristiche.

 

Sono fatti nell’interesse del pubblico.

  • Tra i contraenti devono essere presenti almeno un soggetto pubblico non economico ed almeno un soggetto economico.
  • Per il soggetto pubblico gli accordi costituiscono uno strumento di politica ambientale.
  • Pertanto gli accordi devono avere la capacità di influire sui processi gestionali delle imprese.

Precondizioni per l’applicazione degli accordi

  • Devono essere fissati obiettivi chiari e raggiungibili.
  • Devono coesistere vantaggi reciproci per le parti
  • Deve essere accettata la possibilità di una minaccia di ritorsione da parte pubblica in caso di inadempienza (sic!).
  • Deve coesistere fiducia reciproca tra la parti.

Devono arrecare vantaggi per le imprese

  • Evitare la regolamentazione obbligatoria o influenzarne lo sviluppo
  • Ottenere flessibilità nel raggiungimento di obiettivi ambientali.
  • Migliorare l’immagine e la posizione competitiva.
  • Individuare soluzioni tecnologiche innovative.
  • Motivare il personale.
  • Migliorare la radicazione sul territorio.

Devono arrecare vantaggi per la Pubblica Amministrazione

  • Acquisizione di informazioni da parte delle imprese.
  • Maggiore efficacia della politica ambientale.
  • Maggior consenso del pubblico.
  • Stimolo all’innovazione ed al trasferimento tecnologico.

Ostacoli possibili allo sviluppo di accordi volontari

  • Sfiducia tra imprese e Pubblica Amministrazione.
  • Percezione negativa da parte della pubblica opinione.
  • Rischio di distorsione della concorrenza.
  • Svantaggio relativo per le piccole e medie industrie (risorse scarse per investimenti).
  • Minaccia di ritorsione da parte del pubblico nei casi di inadempienza. Fra le inadempienze occorre annoverare anche gli eventi imprevedibili ed imprevisti che lascerebbero comunque l’azienda alla mercè di iniziative di funzionari zelanti o costretti ad essere tali per dovere d’ufficio.

2 - Life Cycle Analysis (LCA)

Una LCA è un processo oggettivo di valutazione dei carichi ambientali connessi con un prodotto, un processo o un’attività attraverso l’identificazione e la quantificazione dell’energia impiegata, dei materiali usati e dei rifiuti rilasciati nell’ambiente.

Il tutto è finalizzato:

  • alla valutazione dell’impatto di quel tipo di impiego di energia e materiali e dei rilasci di rifiuti nell’ambiente;
  • alla valutazione della possibilità, opportunità e modalità di realizzare un certo miglioramento ambientale.

La valutazione include l’intero ciclo produttivo, processo o attività comprendendo l’estrazione ed il trattamento delle materie prime, la fabbricazione, il trasporto, la distribuzione, l’uso, la manutenzione, il riuso, il riciclo e lo smaltimento finale.

Funzioni ed obiettivi concreti del LCA

LCA si propone di:

  • Creare uno schema informativo che supporti il sistema di gestione ambientale dell’azienda e che tenga sotto controllo consumi, risorse, emissioni e connessi effetti ambientali.
  • Identificare i punti critici all’interno del ciclo produttivo o nel ciclo di vita dei prodotti per individuare le aree suscettibili di miglioramento.
  • Comparare i carichi ambientali connessi a processi o prodotti alternativi, in fase di selezione dei fornitori e di scelte d’integrazione/disintegrazione verticale.
  • Guidare la progettazione di nuovi problemi/processi, al fine di minimizzare l’impatto ambientale.
  • Fornire un supporto tecnico – scientifico alla comunicazione esterna ed all’informazione ai consumatori. 


3- Ecolabel

Regolamento CEE n° 880/92 concernente un sistema comunitario per l’assegnazione di un marchio di qualità ecologica.

Finalità dell’Ecolabel

Senza compromettere la sicurezza dei lavoratori o quella dei prodotti e senza incidere in modo significativo sulle qualità che rendono il prodotto idoneo all’uso, l’Ecolabel si propone quanto appresso.

  • Promuovere la concezione, la produzione, la commercializzazione e l’uso di prodotti aventi minore impatto ambientale durante l’intero ciclo vitale del prodotto.
  • Fornire ai consumatori una migliore informazione sull’impatto ambientale del prodotto.

Dal campo d’applicazione dell’Ecolabel sono esclusi i prodotti farmaceutici e quelli alimentari.

Funzione del Marchio Ecolabel

  • Portare a conoscenza del pubblico le qualità ecologiche del prodotto.
  • Rappresentare per le imprese produttive uno strumento di gestione ambientale e di marketing con la contemporanea opportunità di migliorare la gestione dei prodotti/processi e per comunicare al mercato la propria eccellenza ambientale.
  • Figurare come uno strumento di politica ambientale di carattere economico e volontario.

4 - Regolamento EMAS e Norme ISO 14000

- EMAS (Eco Management and Audit Scheme) Regalement CEE n° 1836/93.

L’EMAS riguarda l’adesione volontaria delle imprese del settore industriale ad un sistema comunitario di ecogestione ed audit finalizzato ad una maggiore efficienza ambientale delle imprese industriali.

 

Caratteristiche dell’EMAS

E’ un programma su base volontaria aperto alla partecipazione delle imprese industriali.

Istituisce un insieme di norme e procedure per la gestione ambientale applicabili in tutta la Comunità.

- Assegna agli Stati Membri il compito di adottare i provvedimenti opportuni per creare le strutture e le procedure necessarie.

- Stabilisce diritti e garanzie per i cittadini nel quadro di un atto di legislazione comunitaria.

 

Obiettivi dell’Emas

- L’EMAS vuole incoraggiare un atteggiamento attivo delle imprese industriali promuovendo consapevolezza, trasparenza, concorrenza e gestione sistematica dell’ambiente, il tutto finalizzato al costante miglioramento delle prestazioni ambientali.

 

Vantaggi

- L’EMAS aumenta le conoscenze sull’impatto dell’attività produttiva dell’azienda sull’ambiente.

- L’EMAS fa migliorare la gestione dell’azienda, definisce meglio le responsabilità e semplifica le procedure.

- L’EMAS fa migliorare il rapporto col pubblico consumatore, con le Comunità e con le Autorità locali.

- Aumenta la competività dell’Azienda specie sui mercati esteri.

Le Norme ISO 14000

La serie delle Norme UNI (Ente di Normazione Italiano) EN ISO (International Organization for Standardization) 14000 stabiliscono quanto appresso.

L’ISO 14000: 1996 Sistema di gestione ambientale – Requisiti e norme per l’uso.

ISO 14004: 1996 Sistema di gestione ambientale – Linee guida generali sui principi, sistemi e tecniche di supporto.

- ISO 14010: 1996 Linee guida per l’audit ambientale – Principi generali.

- ISO 14011: 1996 Linee guida per l’audit ambientale - Procedure di audit.

- ISO 14012: 1996 Linee guida per l’audit ambientale – Criteri di qualificazione per gli auditores ambientali.

- ISO 14031 Indicatori di prestazione ambientale.

EMAS e Norme ISO 14000 (sintesi)

In sintesi le norme, nel loro complesso, sono finalizzate a realizzare:

- analisi ambientale iniziale,

- fissazione di una politica ambientale (obiettivi e programmi),

- sistema di gestione ambientale,

- audit ambientale,

- dichiarazione ambientale (DA).

L’organismo statale competente.

Ogni Stato, membro della CEE designa o crea un organismo competente per l’EMAS cui devono essere inviate le richieste di registrazione delle imprese relative ai rispettivi siti sul territorio e le dichiarazioni ambientali convalidate.

Gli Organismi competenti tengono ed aggiornano un elenco dei siti aggiornati (pubblicato annualmente con gli altri siti registrati della Comunità dalla Commissione).

In Italia è costituito un unico Comitato per l’Ecolabel e l’Ecoaudit, diviso in due sezioni autonome.

La Sezione EMAS svolge sia le funzioni di organismo competente che di accreditamento dei verificatori ambientali con il supporto tecnico dell’Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (ANPA.).

Il sistema di accreditamento.

Il Sistema di Acreditamento e controllo dei Verificatori, deve essere gestito da un’istituzione o organizzazione imparziale ed indipendente (sic!), designata o creata dallo Stato Membro (Comitato per l’Ecoaudit), dotato di competenze e risorse sufficienti e con procedure adeguate per svolgere le proprie funzioni..


Il Verificatore Ambientale.

Il verificatore ambientale (impresa, ente o singolo soggetto) per ottenere l’accreditamento deve dimostrare di possedere i requisiti previsti dalle norme pertinenti in materia di adeguata competenza sul personale a sua disposizione, indipendenza ed imparzialità, competenza sulle procedure di lavoro e di organizzazione aziendale.

L’attività di verifica deve essere orientata verso l’accertamento che la politica ambientale, i programmi, i sistemi di gestione, l’audit ambientale e le procedure di revisione siano rispondenti ai requisiti previsti dall’EMAS.

Inoltre deve accertare che i dati e le informazioni contenute nella Dichiarazione Ambientale (DA) siano attendibili e che quest’ultima prenda adeguatamente in esame tutti i problemi ambientali rilevanti inerenti al sito.

A conclusione della sua attività il verificatore come compito finale ha quello di preparare una relazione per la direzione dell’impresa e/o di convalidare, eventualmente, la relazione ambientale.


Politica ambientale

Definizioni

EMAS (art. 2a): fissa gli obiettivi ed i principi d’azione dell’impresa riguardo all’ambiente, ivi compresa la conformità alle pertinenti disposizioni regolamentari in materia ambientale.

ISO 14000: materializza una dichiarazione dell’organizzazione, delle sue intenzioni e dei suoi principi in relazione alla sua prestazione ambientale complessiva che fornisce un paradigma per l’azione e per la definizione de suoi obiettivi generali e specifici.

Principi

    • Tutela dell’ambiente, salute e sicurezza.
    • Ottemperanza della legge.
    • Ottemperanza degli standard aziendali.
    • Adozione dei criteri di buona gestione.
    • Orientamento al miglioramento continuo.
    • Utilizzo delle migliori tecnologie disponibili.
    • Comunicazione, sensibilizzazione interna e formazione.
    • Responsabilizzazione del personale a tutti i livelli.
    • Orientamento al dialogo con gli interlocutori esterni.
    • Sicurezza del prodotto.
    • Committment della Direzione.


Obiettivi ambientali

- EMAS (art. 2d) Definizione: " Sono gli obiettivi particolari che l’impresa si prefigge in relazione all’efficienza ambientale

ISO 14000 fissa obiettivo e traguardo.

- L’obiettivo ambientale è considerato il fine ultimo ambientale complessivo derivato dalla politica ambientale, che un’organizzazione decide di perseguire e che è quantificato ove possibile.

- Il traguardo ambientale corrisponde alla dettagliata richiesta di prestazione, possibilmente quantificata, riferita ad una parte o all’insieme di un’organizzazione derivante dagli obiettivi ambientali e che bisogna fissare e realizzare per raggiungere questi obiettivi.

Programmi ambientali

- Contenuti

- Motivi per i quali l’azienda decide di intervenire in quel dato campo della protezione ambientale.

- Risultati che l’azienda si aspetta di ottenere attraverso tali azioni quantificandone possibilmente l’importo.

- Le azioni che l’azienda intende intraprendere per ottenere tali risultati.

- La responsabilità ed i poteri di gestione assegnati per la realizzazione del progetto.

- Le scadenze temporali secondo le quali i risultati dovrebbero essere raggiunti.

Caratteristiche.

- Stretta connessione con la politica ambientale.

- Copertura di tutti gli aspetti ambientali di un certo rilievo.

- Quantificazione degli obiettivi e verifica del loro raggiungimento.

- Risorse, responsabilità e poteri adeguati.

- Strumenti operativi e procedure coerenti adeguati.



Sistema di Gestione Ambientale (SGA)

SGA è, secondo EMAS (Art. 2e) è il sistema di gestione necessario per definire ed attuare la politica ambientale e che comprende:

- La struttura organizzativa (inquadramento delle risorse umane e loro relazioni),

- Le responsabilità (definizioni e attribuzione di funzioni a soggetti ed unità operative),

- Le prassi (modalità operative adottate nell’azienda),

- Le procedure (metodi d’esecuzione di un’attività),

- I processi (operazioni effettuate attraverso dispositivi tecnici),

- Le risorse (umane, finanziarie e tecniche per definire ed attuare la politica ambientale,

Elementi dello SGA

Gli elementi del Sistema di gestione Ambientale sono i seguenti.

- Introduzione, riesame e revisione della politica e del programma.

- Definizione dei principi e traduzione in obiettivi che includano tempi, risorse, modalità e responsabilità;

- Diffusione a tutti i livelli dell’organizzazione;

- Creazione della condivisione;

- Esame e revisione periodica della Direzione;

- Pubblicizzazione esterna (politica).

- Assetto organizzativo.

- Collocazione organizzativa della funzione ambiente (in staff alla Direzione) e relazioni con altre funzioni.

- Definizione, responsabilità ambientali alle mansioni competenti e alla line (profili di funzione, mansionari) con attenzione all’equilibrio responsabilità/poteri.

- Comitati operativi e gruppi di lavoro.

- Attivazione canali informativi bidirezionali.

– Sensibilizzazione, formazione e partecipazione del personale

- Programmazione e documentazione.

- Segmentazione /funzioni aziendali, livelli operativi.

- Formazione di base sulle tematiche ambientali, l’azienda e l’ambiente, i programmi e il sistema di gestione.

- Formazione specifica (responsabilità, effetti e conseguenze connesse alle proprie mansioni).

- Formazione specialistica (responsabile ambientale, auditor…)

– Valutazione e registrazione degli effetti ambientali

- Riesaminare ed aggiornare sistematicamente i fattori ambientali individuando quelli significativi.

- Gestire con continuità i fattori ambientali significativi connessi all’attività del sito.

- Garantire la continua consapevolezza documentata degli effetti ambientali prodotti con aggiornamento del registro.

- Quantificare i risultati di gestione (indicatori ed indici) e documentare il miglioramento continuo delle prestazioni.

- Tenere un registro di tutte le disposizioni di carattere legislativo e regolamentare.

- Procedure e controllo operativo.

- Procedure generali (manuale).

- Istruzioni operative.

- Procedure per acquisti ed appalti.

- Procedure per la sorveglianza ed il controllo del processo.

- Procedure per approvazione, taratura e manutenzione di processi e macchinari.

- Procedure per la gestione delle emergenze.

- Documentazione delle attività di gestione ambientale.

- Politica, obiettivi e programma ambientale.

- Profili, mansioni, curricula, formazione del personale.

- Check list per gli audit.

- Rapporti degli audit ed azioni intraprese.

- Rapporti con gli interlocutori esterni.

- Raccolta delle procedure.

- Formazione e addestramento.

- Manuale.

 

Procedura dell’analisi iniziale

Ambito dell’analisi ambientale iniziale

L’analisi ambientale iniziale parte da due definizioni fondamentali:

1 - EMAS (Art. 2b): Esauriente analisi iniziale dei problemi di impatto ambientale, degli effetti e dell’efficienza ambientali relativi all’attività svolta in un sito.

Per fattore di impatto ambientale s’intende la causa di qualsiasi modificazione dell’ambiente, sia positiva che negativa, riconducibile all’attività, prodotti o servizio di un’organizzazione che può interagire con l’ambiente.

Per effetto ambientale si deve intendere qualsiasi danno reale o potenziale causato da un fattore di impatto ai differenti componenti dell’ambiente (acqua, aria, terreno, risorse naturali) e quindi alla persona.

- Per ISO 14000 l’analisi iniziale è lo strumento tramite il quale un’organizzazione stabilisce la sua attuale posizione rispetto agli aspetti ambientali ed alla legislazione.

- Come nella definizione precedente s’intende per impatto ambientale qualunque modificazione dell’ambiente, sia positiva che negativa, riconducibile all’attività, prodotti o servizio di un’organizzazione che può interagire con l’ambiente.

- L’effetto ambientale di un’attività è quella caratteristica di un’attività, prodotto o servizio di un’organizzazione che può interagire con l’ambiente.

Requisiti dell’analisi iniziale

- Identificare i requisiti legislativi o regolamentari cui ottemperare.

- Esaminare tutti i fattori di impatto ambientale dell’attività del sito.

- Selezionare i fattori ritenuti significativi.

- Impostare un registro degli effetti ambientali determinati da questi fattori.

- Analizzare la prassi e le procedure relative alla gestione ambientale già esistenti.

Principali obiettivi dell’analisi iniziale

- Individuare, valutare e documentare gli aspetti ambientali rilevanti connessi con le attività svolte nel sito.

- Studiare la relazione tra gli aspetti ambientali rilevanti individuati e l’organizzazione tecnica e gestionale delle attività svolte nel sito.

- Fare un primo bilancio delle prestazioni ambientali del sito, alla luce della politica ambientale aziendale (se l’azienda ne ha una).

- Fornire, sulla base dei punti precedenti, gli elementi di informazione e le indicazioni necessarie a stabilire le priorità, gli obiettivi ed il programma ambientale del sito considerato.

- Costituire un riferimento oggettivo per dimostrare al verificatore ambientale, in occasione della prima verifica e convalida presso il sito, la fondatezza delle scelte del programma e del sistema di gestione ambientale rispetto alle esigenze del Regolamento.

Condotta procedurale dell’analisi iniziale

L’analisi deve essere condotta tenendo conto:

- Delle emissioni in atmosfera

-Degli scarichi nell’acqua o nella rete fognaria,

- Dei rifiuti solidi di ogni tipo, in particolare di quelli pericolosi,

- Della contaminazione del suolo,

- Dell’utilizzazione del terreno, acqua, combustibili, energia e altre risorse naturali,

- Dell’incidenza su settori specifici dell’ambiente e degli ecosistemi in varie condizioni operative come:

- Fermata di impianti per normale manutenzione,

- Fermata per eventi non usuali ma previsti,

- Incidenti non previsti ma possibili per situazioni di emergenza,

- Per motivazioni indotte attività passate, presenti e future.

Criteri procedurali dell’analisi iniziale

- Individuazione dei fattori di impatti ambientali significativi

- Attivarsi tutte le volte che un parametro di misurazione di un fattore di impianto ambientale è frequentemente vicino ai limiti previsti dalla legge.

- Attivarsi tutte le volte che si manifestino condizioni relative a caratteristiche del sito per le quali l’azienda ha deciso di porre particolare attenzione al proprio impatto ambientale.

- Attivarsi tutte volte che l’Azienda registra frequenti segnalazioni da parte di interlocutori esterni su particolari effetti sgradevoli riconducibili alle attività del sito (odori, emissioni atmosferiche …)

- Attivarsi tutte volte in cui l’Azienda, prevedendo l’intervento futuro di disposizioni legislative più restrittive, intenda anticiparne l’applicazione.

Disposizioni legislative inerenti all’analisi iniziale

- Registro delle disposizioni legislative. L’azienda deve mantenere in atto procedure intese a registrare tutte le disposizioni di carattere legislativo e regolamentare nonché le altre esigenze della politica aziendale attinenti agli aspetti ambientali delle sue attività, dei suoi prodotti e dei suoi servizi.

Pertanto l’azienda deve essere preparata a:

- Riesaminare ed aggiornare sistematicamente l’analisi iniziale,

- Gestire con continuità i fattori di impatto ambientale significativi,

- Garantire la continua consapevolezza documentata degli effetti ambientali prodotti,

- Quantificare i risultati di gestione (indicatori ed indici) e dimostrare il miglioramento continuo delle prestazioni.

Criteri di significatività dell’analisi iniziale

    • Vicinanza frequente o costante ai limiti di legge
    • Circostanze delicate (centri abitati, zone di interesse naturalistico, ecc…)
    • Segnalazioni o lamentele del vicinato.
    • Attenzione delle autorità locali.
    • Regolamentazione più restrittiva per il futuro.
    • Ampi margini di miglioramento.

 

Gestione ed organizzazione dell’analisi iniziale

Registrare se l’azienda è dotata di:

- Efficaci strutture per la programmazione e per la decisione,

- Assetto organizzativo interno per responsabilità di compiti e mansioni,

- Procedure gestionali ed operative,

- Strumenti e metodi di controllo,

- Formazione ed informazione,

- Comunicazione interna ed esterna.

Documento di sintesi dell’analisi ambientale iniziale contenente:

    • Premessa che specifichi le finalità del documento, chi lo redige e criteri di redazione,
    • Informazioni sul sito,
    • Descrizione dei prodotti, del processo produttivo ed attività del sito,
    • Descrizione dell’organizzazione,
    • Identificazione dei fattori d’impatto,
    • Valutazione dei fattori significativi,
    • Punti di forza e di debolezza della gestione ambientale.

Riferimenti normativi relativi all’analisi iniziale

Guida all’autovalutazione dell’Istituto per l’ambiente,




Compilazione della Dichiarazione Ambientale (DA)

La dichiarazione ambientale deve:

- Contenere la denominazione dell’impresa, la denominazione e localizzazione del sito, la descrizione delle attività svolta nel sito, una valutazione di tutti i problemi ambientali rilevanti del sito, un compendio dei dati quantitativi concernenti ogni aspetto ambientale rilevante ed una presentazione della politica, del programma e del sistema di gestione ambientale applicati al sito;

- Contenere inoltre l’identificazione e l’evidenziazione delle variazioni di rilievo rispetto alla dichiarazione precedente, se ce n’è stata una, la data per la presentazione di quella successiva ed il nome del verificatore accreditato.

- Essere redatta in forma concisa e comprensibile da tutti;

- Essere esatta e sufficientemente dettagliata per garantire che dati ed informazioni contenuti nella dichiarazione siano attendibili e che quest’ultima includa tutte le rilevanti questioni ambientali relative al sito;

- Essere sottoposta, a norma del Regolamento EMAS, ad esame ed eventuale convalida da parte del Verificatore Ambientale Accreditato.

Vantaggi connessi all’implementazione di un Sistema Gestione Ambientale (SGA)

- Migliore immagine della propria azienda

- Incremento della propria quota di mercato

- Facilitazione dell’ottenimento di permessi ed autorizzazioni

- Migliore controllo dei costi

- Incentivi fiscali

- Riduzione degli incidenti per l’attività di prevenzione

- Motivazione e partecipazione del personale e radicamento della filosofia del miglioramento continuo a tutti i livelli aziendali

- Attivazione di nuovi e più efficaci canali di comunicazione all’interno dell’azienda e tra questa ed i propri interlocutori

Integrazione tra Qualità Ambiente Sicurezza

Sinergia e complementarietà tra

Qualità: serie ISO 9000

Ambiente: regolamento EMAS, ISO 14000

Sicurezza: D.Lgs n° 626/94 e D. Lgs/96 242/96, BSB8850