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COLONNA VERTEBRALE

TRAUMI DELLA COLONNA
Cause

Le lesioni traumatiche delle vertebre sono prodotte da:

  • cause dirette: lesioni profonde da corpo contundente;
  • cause indirette per flessione ed estensione forzate o per carico applicato secondo l’asse maggiore della colonna.

Caratteristiche delle lesioni

Le lesioni provocate da cause dirette sono in rapporto con la massa, la forma e l’energia dell’agente traumatico.
Le lesioni da cause indirette sono rappresentate nelle figure qui di seguito.

 Canale spinale del tratto cervicale in condizioni di normalità.

 

Aspetto normale della colonna.

 

Visione assiale di una vertebra
cervicale in condizioni normali.

Tipi di fratture vertebrali
pluriframmentarie.

    

 
Allineamento
normale
delle vertebre.
 
Lussazione
in avanti
di una vertebra.
 
Frattura pluriframmentaria di un corpo vertebrale.
 
Schiacciamento
di una vertebra.
 
Causalità
 

Per le sue caratteristiche anatomo topografiche, il rachide cervicale rappresenta il tratto mobile di collegamento tra due strutture di cui una è relativamente rigida (il torace) ed una estremamente mobile (la testa).

Nei traumi causati da decelerazione per impatto, la mobilità del tratto cervicale favorisce la localizzazione delle lesioni vertebrali a questo livello.

Ovviamente la compressione o la lesione del midollo è la complicazione maggiormente temuta nelle lesioni vertebrali.

 
Prevenzione
Questa condizione risulta particolarmente interessante per la prevenzione delle lesioni del midollo. E’ questo il motivo per cui i primi soccorritori devono sempre trasportare i traumatizzati della colonna, o quelli sospettati di esserlo in posizione di sicurezza.
 
Conclusione
 

Lo studio della traumatologia del cranio e della colonna cervicale fa ritenere che la prevenzione delle lesioni neurologiche comatose e post comatose debba iniziare fin dai primi minuti che seguono immediatamente l’infortunio.

L’attuazione pratica del primo soccorso è quindi compito essenziale dei primi soccorritori i quali non possono e non dovrebbero essere necessariamente degli esperti.

Tuttavia la possibilità che ognuno di noi , anche suo malgrado, si venga a trovare nella necessità di prestare aiuto ad un infortunato ci può sorprendere improvvisamente in qualsiasi momento del giorno e della notte ed in qualsiasi luogo: per strada, al cinema o altrove ed anche fra le stesse pareti domestiche di casa nostra.

Oltre a quanto già richiamato in premessa, ci sembra questa l’occasione opportuna per ribadire che debbano entrare a far parte del patrimonio culturale di tutti quelle poche cose necessarie e sufficienti ad aiutare un infortunato e quel lungo elenco delle cose che non vanno assolutamente fatte per non aggravare le lesioni già riportate dal soggetto nel luogo e nel momento dell’incidente.

Queste considerazioni, valide in ogni caso di infortunio, lo sono ancora di più per le lesioni neurologiche conseguenti a trami del cranio e della colonna.

Abbiamo l’impressione tuttavia che questo settore della traumatologia e soprattutto quello della prevenzione e del trattamento sanitario ed assistenziale dei comi e dello stato post comatoso non sia ancora entrato nell’area della massima attenzione né delle autorità sanitarie ed assistenziali locali e nemmeno di quelle regionali e nazionali.


(Un contributo significativo: "IL RITORNO")

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